Sabato sera dopo aver visto Volver ho visto questo Kyashan.
Premetto che il manga originale è stato uno dei miei cartoni animati preferiti e che avevo sentito parlare bene di questa trasposizione che però si discostava in parte (non poca onestamente) dal cartone originario.
Il risultato è comunque un filmone di oltre due ore che lascia a bocca aperta per quanto riguarda l'impatto visivo e sonoro e che, pur con qualche ridondanza di troppo e talora un eccesso di cripticità, non delude nemmeno per quanto riguarda la storia.
Siamo alla fine del 21 secolo e, dopo 50 anni di guerra fra Europa ed Asia, quest'ultima esce vincitrice dal conflitto; vittoria resa amara dall'inquinamento batteriologico e nucleare conseguenza della guerra e che sta portando l'umanità sull'orlo del baratro. Qui interviene lo scienziato Kotaro Azuma che riesce ad ottenere il finanziamento per i suoi studi sulle NeoCellule, cellule che permetteranno la generazione di organi umani perfettamente funzionanti ed, in prospettiva, la soluzione ad ogni problema dato da malattie e malformazioni.
I suoi studi non sono disinteressati ma hanno lo scopo di cercare di guarire la moglie Midori, gravemente malata. Nel frattempo loro figlio Tetsuya non trova di meglio che arruolarsi nell'esercito per combattere il terrorismo, altra piaga di quei tempi disgraziati.
Suona triste? bhè siamo solo all'inizio; certo non è la leggerezza quella che troverete qui, Tetsuya infatti morirà in azione (vittima di una trappola crudele) e quando il padre lo verrà a sapere tenterà di resuscitarlo immergendole nel brodo nel quale sta cercando di coltivare le NeoCellule.
Anche se suona già complicato in realtà il bello deve ancora venire, dallo stesso brodo dal quale rinascerà il buon Tetsuia, infatti, rinasceranno altri esseri, che si chiameranno Neo-Sapiens, la gran parte dei quali, però, verranno perseguitati e trucidati.
I superstiti però troveranno rifugio in un'antica fortezza e da lì muoveranno contro gli uomini con un esercito di robot che chi conosce il manga troverà familiare.
Ma se nel cartone originale i ruoli erano netti e la trama decisamente più lineare, qui pare invece che la storia sia un pretesto per lanciare un messaggio contro guerra e violenza con i modi e le cadenze tipiche della cinematografia giappones; Kyashan (Tetsuya rinato con poteri eccezionali) non è l'eroe buono e senza macchia, nè il leader dei Neo-Sapiens è il cattivo 'tout court'.
Ma i personaggi sono tanti, la trama spesso complessa e gli eventi difficili da dipanare; detta così sembra un disastro ma quello che salva il film è l'incredibile impatto visivo che la commistione fra Computer Graphics ed attori umani e la fotografia virata spesso su un solo tono (rosso, verde, giallo ma spesso anche uno splendido bianco e nero) riescono a raggiungere.
Sono tante le sequenze mozzafiato e degne di nota, i nostalgici sicuramente adoreranno lo scontro fra Kyashan e l'esercito dei robot, nel quale potranno vedere la tipica mossa con la quale Tetsuia spacca in due il nemico, ma la mia scena preferita è sicuramente quella dell'assedio finale; un tripudio barocco ed in computer graphics che riesce addirittura più incasinato della battaglia nel deserto della Guerra dei Cloni ma che, a differenza dell'ipercinetico e favolistico episodio di Guerre Stellari, si distingue per un'atmosfera onirica ed ovattata e dai tempi dilatati.
Da fan della serie sicuramente una punta di delusione compare, ma onestamente non si può non rimanere impressionati da questo film, se ne esce con la chiara sensazione che il regista abbia messo troppa carne al fuoco e che non sia riuscito nel suo intento, ma i minuti passati durante la visione non sono tempo perso in quanto ci vengono regalati momenti di spettacolarità assoluta.
Voto personale 6,5
Premetto che il manga originale è stato uno dei miei cartoni animati preferiti e che avevo sentito parlare bene di questa trasposizione che però si discostava in parte (non poca onestamente) dal cartone originario.
Il risultato è comunque un filmone di oltre due ore che lascia a bocca aperta per quanto riguarda l'impatto visivo e sonoro e che, pur con qualche ridondanza di troppo e talora un eccesso di cripticità, non delude nemmeno per quanto riguarda la storia.
Siamo alla fine del 21 secolo e, dopo 50 anni di guerra fra Europa ed Asia, quest'ultima esce vincitrice dal conflitto; vittoria resa amara dall'inquinamento batteriologico e nucleare conseguenza della guerra e che sta portando l'umanità sull'orlo del baratro. Qui interviene lo scienziato Kotaro Azuma che riesce ad ottenere il finanziamento per i suoi studi sulle NeoCellule, cellule che permetteranno la generazione di organi umani perfettamente funzionanti ed, in prospettiva, la soluzione ad ogni problema dato da malattie e malformazioni.
I suoi studi non sono disinteressati ma hanno lo scopo di cercare di guarire la moglie Midori, gravemente malata. Nel frattempo loro figlio Tetsuya non trova di meglio che arruolarsi nell'esercito per combattere il terrorismo, altra piaga di quei tempi disgraziati.
Suona triste? bhè siamo solo all'inizio; certo non è la leggerezza quella che troverete qui, Tetsuya infatti morirà in azione (vittima di una trappola crudele) e quando il padre lo verrà a sapere tenterà di resuscitarlo immergendole nel brodo nel quale sta cercando di coltivare le NeoCellule.
Anche se suona già complicato in realtà il bello deve ancora venire, dallo stesso brodo dal quale rinascerà il buon Tetsuia, infatti, rinasceranno altri esseri, che si chiameranno Neo-Sapiens, la gran parte dei quali, però, verranno perseguitati e trucidati.
I superstiti però troveranno rifugio in un'antica fortezza e da lì muoveranno contro gli uomini con un esercito di robot che chi conosce il manga troverà familiare.
Ma se nel cartone originale i ruoli erano netti e la trama decisamente più lineare, qui pare invece che la storia sia un pretesto per lanciare un messaggio contro guerra e violenza con i modi e le cadenze tipiche della cinematografia giappones; Kyashan (Tetsuya rinato con poteri eccezionali) non è l'eroe buono e senza macchia, nè il leader dei Neo-Sapiens è il cattivo 'tout court'.
Ma i personaggi sono tanti, la trama spesso complessa e gli eventi difficili da dipanare; detta così sembra un disastro ma quello che salva il film è l'incredibile impatto visivo che la commistione fra Computer Graphics ed attori umani e la fotografia virata spesso su un solo tono (rosso, verde, giallo ma spesso anche uno splendido bianco e nero) riescono a raggiungere.
Sono tante le sequenze mozzafiato e degne di nota, i nostalgici sicuramente adoreranno lo scontro fra Kyashan e l'esercito dei robot, nel quale potranno vedere la tipica mossa con la quale Tetsuia spacca in due il nemico, ma la mia scena preferita è sicuramente quella dell'assedio finale; un tripudio barocco ed in computer graphics che riesce addirittura più incasinato della battaglia nel deserto della Guerra dei Cloni ma che, a differenza dell'ipercinetico e favolistico episodio di Guerre Stellari, si distingue per un'atmosfera onirica ed ovattata e dai tempi dilatati.
Da fan della serie sicuramente una punta di delusione compare, ma onestamente non si può non rimanere impressionati da questo film, se ne esce con la chiara sensazione che il regista abbia messo troppa carne al fuoco e che non sia riuscito nel suo intento, ma i minuti passati durante la visione non sono tempo perso in quanto ci vengono regalati momenti di spettacolarità assoluta.
Voto personale 6,5
Categorie:
Film

















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