Ho 35 anni e penso proprio di non potere appartenere più alla categoria dei 'giovani'; ricordo bene quando da piccolo pensavo ai miei genitori che avevano 40 e pensavo fossero vecchissimi e se è vero che a 40 anni non si è vecchi non ci si può nemmeno considerare giovani.
Sembra una cosa banale ma in realtà pare proprio che ci sia una smodata voglia di incrementare la soglia oltre la quale non ci si può più appellare dell'ambito titolo. Così stasera vedo interviste al TG1 fatte a 'giovani' che hanno assistito alla messa del Papa oggi a Verona e viene intervistata anche gente che i 40 li ha visti passare di sicuro; poi si vede la Lollobrigida che sta per sposarsi con un 'giovane' che in realtà è un signore di 45 anni (certo sempre 34 in meno della Lollo).
Il fenomeno che più mi colpisce, però, è l'uso smodato del 'tu' che si fa oggigiorno. Certo mi dà fastidio che il mio vicino di casa non ancora ventenne mi dica 'buonasera' invece di 'ciao', ma, d'altronde, è ancora secondo me una questione di educazione ed anche io alla sua età facevo così. Però oggi il 'tu' impera a qualsiasi livello, sul lavoro poi pare quasi un segno distintivo (ed a Milano il fenomeno mi è sembrato molto più diffuso) e così il tuo capo ti può dire 'sei un pirla' invece che un più distaccato 'lei è un pirla' e questo fa più fico. Col 'tu' si abbassano le barriere (anche quelle strettamente legate all'ignoranza, è più facile imbastire un italiano decente) ma, dal mio punto di vista, non è detto che sia un bene.
Io so solo che sono molto più vicino all'età della maturità che a quella della giovinezza e mi sta bene e so solo che preferisco che se uno sconosciuto mi rivolge parola lo faccia con il lei (non succede quasi mai).
Sembra una cosa banale ma in realtà pare proprio che ci sia una smodata voglia di incrementare la soglia oltre la quale non ci si può più appellare dell'ambito titolo. Così stasera vedo interviste al TG1 fatte a 'giovani' che hanno assistito alla messa del Papa oggi a Verona e viene intervistata anche gente che i 40 li ha visti passare di sicuro; poi si vede la Lollobrigida che sta per sposarsi con un 'giovane' che in realtà è un signore di 45 anni (certo sempre 34 in meno della Lollo).
Il fenomeno che più mi colpisce, però, è l'uso smodato del 'tu' che si fa oggigiorno. Certo mi dà fastidio che il mio vicino di casa non ancora ventenne mi dica 'buonasera' invece di 'ciao', ma, d'altronde, è ancora secondo me una questione di educazione ed anche io alla sua età facevo così. Però oggi il 'tu' impera a qualsiasi livello, sul lavoro poi pare quasi un segno distintivo (ed a Milano il fenomeno mi è sembrato molto più diffuso) e così il tuo capo ti può dire 'sei un pirla' invece che un più distaccato 'lei è un pirla' e questo fa più fico. Col 'tu' si abbassano le barriere (anche quelle strettamente legate all'ignoranza, è più facile imbastire un italiano decente) ma, dal mio punto di vista, non è detto che sia un bene.
Io so solo che sono molto più vicino all'età della maturità che a quella della giovinezza e mi sta bene e so solo che preferisco che se uno sconosciuto mi rivolge parola lo faccia con il lei (non succede quasi mai).
Categorie:
Personale
20 ottobre 2006 10:42:04
Il problema secondo me è percettivo. Io che sono un anno più grande di te non percepisco la mia esistenza come "non più giovane", nonostante il vistoso colorito brizzolato che invade la mia chioma.
Ma il mio inconscio, proprio non ne vuole sapere di rassegnarsi all'abbandono dell'età giovine. Personalmente ho fastidio ogni qualvolta mi si rivolge con il "LEI", e credo che questo fastidio non scomparirà così tanto presto.
Ma il mio inconscio, proprio non ne vuole sapere di rassegnarsi all'abbandono dell'età giovine. Personalmente ho fastidio ogni qualvolta mi si rivolge con il "LEI", e credo che questo fastidio non scomparirà così tanto presto.
commento inviato da jay
20 ottobre 2006 17:31:07
@Rai
>Che dire un bel post che fa riflettere.
>Per essere banali posso dire che si è giovani dentro,
> lo 'SPIRITO' che ci rende ancora 'giovani' che non guarda
> in faccia alla realtà della vita.
>Sicuramente quando guardo le mie nipoti mi rendo conto che
>gli anni 'formali' passano per tutti e anche per me.
>
>Tutto il resto è solo forma!
Sono d'accordo, io non volevo dire che mi sento 'vecchio' dentro, solo che sono consapevole della mia età e non capisco questa mania di cercare di apparire giovani a tutti i costi.
@Jay
>Il problema secondo me è percettivo. Io che sono un anno più grande
>di te non percepisco la mia esistenza come "non più giovane",
>nonostante il vistoso colorito brizzolato che invade la mia chioma.
Non vorrei essere stato frainteso, non è che non mi sento giovane dentro, solo che fra 'sentirsi giovani' (e questo è un pregio e si spera che uno si senta così fino alla vecchiaia) dentro e cercare di apparire giovani appropriandosi di atteggiamenti e modi che non ci sono propri c'è una
bella differenza.
>Ma il mio inconscio, proprio non ne vuole sapere di rassegnarsi
>all'abbandono dell'età giovine. Personalmente ho fastidio ogni
>qualvolta mi si rivolge con il "LEI", e credo che questo fastidio non
> scomparirà così tanto presto.
Il fastidio l'ho provato e lo provo anche io (l'ho scritto) ma questo non toglie che per me è giusto così ed il rendersi conto della proprià età anagrafica niente ha a che fare con il sentirsi o meno giovani dentro mentre può tornare utile per evitare figuracce o di cadere nel ridicolo in certe situazioni.
>Che dire un bel post che fa riflettere.
>Per essere banali posso dire che si è giovani dentro,
> lo 'SPIRITO' che ci rende ancora 'giovani' che non guarda
> in faccia alla realtà della vita.
>Sicuramente quando guardo le mie nipoti mi rendo conto che
>gli anni 'formali' passano per tutti e anche per me.
>
>Tutto il resto è solo forma!
Sono d'accordo, io non volevo dire che mi sento 'vecchio' dentro, solo che sono consapevole della mia età e non capisco questa mania di cercare di apparire giovani a tutti i costi.
@Jay
>Il problema secondo me è percettivo. Io che sono un anno più grande
>di te non percepisco la mia esistenza come "non più giovane",
>nonostante il vistoso colorito brizzolato che invade la mia chioma.
Non vorrei essere stato frainteso, non è che non mi sento giovane dentro, solo che fra 'sentirsi giovani' (e questo è un pregio e si spera che uno si senta così fino alla vecchiaia) dentro e cercare di apparire giovani appropriandosi di atteggiamenti e modi che non ci sono propri c'è una
bella differenza.
>Ma il mio inconscio, proprio non ne vuole sapere di rassegnarsi
>all'abbandono dell'età giovine. Personalmente ho fastidio ogni
>qualvolta mi si rivolge con il "LEI", e credo che questo fastidio non
> scomparirà così tanto presto.
Il fastidio l'ho provato e lo provo anche io (l'ho scritto) ma questo non toglie che per me è giusto così ed il rendersi conto della proprià età anagrafica niente ha a che fare con il sentirsi o meno giovani dentro mentre può tornare utile per evitare figuracce o di cadere nel ridicolo in certe situazioni.
commento inviato da Andrea Veggiani
21 ottobre 2006 10:31:54
Concordo con te, e decisamente neanche io intendevo il sentirsi giovane, con un equivalente atteggiamento. Diciamo che mi sento giovane, ma non appartenente alla generazione attuale di giovani. Ed aggiungo che è da riflessioni come queste, che da diversi anni ho la sensazione di essere vecchio. E' la spaccatura che esiste tra una generazione ed un altra. Nei modi di fare, nei principi, negli ideali, quando ci penso ... faccio un balzo di almeno 40 anni. Diciamo che mi sento molto più giovane quando mi relaziono alla mia generazione, (come quando parlo con andrea veggiani per intenderci). La vecchiaia la avverto quotidianamente quando cerco di capire cosa passa per la testa al mio fratellino di soli 7 anni più giovane. Mi sforzo, e cerco di interpretare il mood di quando avevo anche io 7 anni di meno. Ma è un tentativo vano, c'è qualcosa di profondamente diverso nella maniera con cui le differenti psiche intendono la vita. Comunque, grazie come sempre per l'ottimo spunto di riflessione.
commento inviato da jay

















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Per essere banali posso dire che si è giovani dentro, lo 'SPIRITO' che ci rende ancora 'giovani' che non guarda in faccia alla realtà della vita.
Sicuramente quando guardo le mie nipoti mi rendo conto che gli anni 'formali' passano per tutti e anche per me.
Tutto il resto è solo forma!