I miei preferiti: American Beauty (film), Terrence Malick (regista), Gene Hackman (attore), Scarlett Johansson (attrice), Dolores Claiborne (libro), Stephen King (scrittore), All night long (canzone), Alanis Morissette (cantante), Start Trek (telefilm), Isola dei famosi (reality)
30 settembre 2006
Era da un pò che volevo aggiornare la grafica del mio blog; ho così recuperato un template gratuito che mi piaceva:

http://www.solucija.com/templates/demo/Internet_Music/

L'ho adattato alla versione 1.5 di AVBlog con la quale ho aggiornato il mio blog.

Rimangono ancora un pò di cose da sistemare ma in linea di massima sono soddisfatto del lavoro.  Devo sistemare ancora un pò di cose per cercare di alleggerire il tutto (utilizzare Dojo per slideshow e amministrazione è fico ma parecchio pesante) ma conto entro ottobre di rilasciare la versione definitiva di AVBlog 1.5
Categorie: Ajax , AVBlog , Personale
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icon date 17:35:06 | icon author Andrea Veggiani
Seguito del promettente La casa dei 1000 corpi questo La casa del diavolo non delude le aspettative.

Se nel primo film la famiglia Firefly al completo si dilettava ad assassinare e torturare persone senza mai perdere il dono dell'ironia, in questa pellicola invece sono i Firefly ad essere braccati da uno sceriffo che si rivela essere non da meno delle sue prede in quanto a ferocia.

Non mancano scene splatter nè momenti assai distrubanti (tutta la scena iniziale nel motel) ma si capisce presto come il regista si sia affezionato alla famigliola, ovviamente nel passaggio da cacciatori a prede lo spettatore viene indotto a parteggiare per questi strambi individui finendo per tifare per loro fino allo splendido finale.

C'è poco altro da dire, la sensibilità del regista Rob Zombie fa la differenza, ci sono decine di film con trame simili che escono ogni anno e quasi tutti risultano uguali a se stessi, in questo caso siamo invece di fronte ad un film ben strutturato, con ottimi dialoghi (se vi piace il genere) e permeato dalla giusta atmosfera malsana che una storia come questa richiede.

Voto personale: 7
Categorie: Film
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icon date 01:53:59 | icon author Andrea Veggiani
29 settembre 2006
Mi sono piaciuti molto sia About a boy che In a good company, per non parlare di American Pie, ed avevo letto grandi cose di questo American Dreamz (tutte pellicole di Paul Weitz).

Bhè sono rimasto un pò deluso; non ci si diverte così tanto come mi aspettavo e come alcune recensioni lette mi avevano fatto credere. Si tratta di un film satirico che prende in giro il mondo della televisione oggi dominato dai Reality ed in generale l'importanza fondamentale che al giorno d'oggi rappresenta l'apparire.

Il titolo del film è anche il nome della trasmissione che si occupa di lanciare nel firmamento della televisione perfetti sconosciuti dotai non tanto di talento quanto di arrivismo. Troviamo così la ragazzina di paese che pur di diventare famosa passa davanti a tutto ed a tutti, il terrorista iracheno che vuole vendicare la madre uccisa dalle bombe americane a Bagdad ma che nello stesso tempo ama i musical, l'ebreo che viene assunto nel cast solo per 'convenienza' visto che c'è l'arabo.

Ma vediamo anche il presidente degli Stati Uniti (Dennis Quaid) che, appena rieletto, è in piena crisi depressiva perchè non sopporta più di sentirsi un pupazzo nelle mani del suo consigliere (Willem Dafoe) ed il conduttore del programma (Hugh Grant sempre più a suo agio nei ruoli del cinico) che dirige pubblico e partecipanti e crea uno spettacolo che ha il 90% di share.

La prima parte del fiml ci fa conoscere i 3 partecipanti sui quali la vicenda si concentra, non si ride tanto e certe situazioni non paiono nemmeno tanto strampalate (anche l'allenamento nel campo terrorista lascia un pò indifferenti) e si comincia così a temere per la sorte della pellicola.

Quando però il concorso comincia il tutto comincia ad ingranare meglio e l'intreccio dei personaggi ravviva il tutto e dà finalmente vita a diversi dialoghi e situazioni graffianti quanto basta. La parte finale parte decisamente bene e si rimane per un pò nell'incertezza che il film non spinga del tutto l'acceleratore sul politicamente scorretto come si vorrebbe quando il concorrente iracheno viene colto da un attacco di 'buonismo'. Fortunatamente, però, interviene un ragazzo fidanzato di una delle partecipanti al concorso a risolvere brillantemene (è la parola giusta) la situazione ed a regalarci il finale caustico che il film merita.

Voto personale: 6.5
Categorie: Film
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icon date 22:25:45 | icon author Andrea Veggiani
27 settembre 2006
Le paure che un lungometraggio finisse per rovinare la freschezza e la genialità di Wallace & Gromit erano decisamente infondate.

La trama del film, infatti, non lascia spazio alla noia e non vi è un attimo di tregua nel susseguirsi di colpi scena ed invenzioni visive che non possono che soddisfare gli spettatori di ogni età. Si tratta di un omaggio all'intera cinematografia dell'orrore e molte scene sono citazioni di classici ovviamente adattate alla trama che prevede nei panni del mostro di turno un Coniglio Mannaro.

La 'Anti Pesto' è il nome della ditta di Wallace e Gromit e si occupa di proteggere le verdure dei partecipanti al concorso delle verdure giganti, l'evento più importante che si tiene nella città dove vivono i due. Vediamo allora il duo all'opera nel disinfestare dai conigli la cittadina, ovviamente lo fanno in maniera compassionevole e non uccidono nessun animale, lo catturano con ovvi problemi di smaltimento successivi.

Il tutto però si complica quando a minacciare le verdure sarà una nuova bestia in grado di farsi beffe delle trappole 'Anti Pesto' e di far partire in quarta il film regalandoci momenti di puro divertimento.

C'è poco da dire, i corti di Wallace & Gromit in questi anni hanno vinto tutit i premi possibili e questo lungometraggio non sfigura certo ed è la dimostrazione che tecniche 'artigianali' quali quella della plastilina possono dare vita a veri e propri capolavori che nulla hanno da invidiare in quanto a spettacolarità ai lungometraggi realizzati con la computer graphics e tanto di moda oggi.

Voto personale: 7,5
Categorie: Film
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icon date 15:15:00 | icon author Andrea Veggiani
26 settembre 2006
Che figata.

Già Meryl Streep è la mia attrice preferita, se poi la mettiamo a cantare e scopriamo che è pure molto brava (c'erano dubbi?) e per di più la infiliamo con un ruolo di primo piano in un film di Robert Altman che al consueto film 'corale' aggiunge una buona dose di leggerezza, freschezza e surreale (la bionda interpretata da Virgina Madsen, già vista in Sideways), il risultato non può che essere estremamente positivo.

Il film si svolge nell'arco temporale di una serata, quando viene trasmessa l'ultima puntata di un programma radiofonico, chiamato 'A Prairie Home Companion'; una diretta realizzata in un teatro con pubblico dal vivo dove si alternano cantanti country. Si tratta dell'ultima puntata in quanto la radio che lo produce è stata acquisita da un network nazionale che ha tutta l'intenzione di chiudere la trasmissione.

I protagonisti del film altro non sono che i membri del cast, così' oltre a Meryl Streep che interpeta una cantante troviamo anche John C. Relly e Woody Harrelson che formano un duo di cantanti comici (bravissimi), Kevin Kline che si occupa della sicurezza, Lindsay Lohan la figlia di Mery Streep che scrive canzoni sul suicidio e Tommy Lee Jones che invece è lo squalo del network che verifica la chiusura del programma.

Il cast stellare (ho solo indicato alcuni nomi) è bene utilizzato, la trama si svolge su diversi piani costruti sull'alternanza fra i momenti che si svolgono sul palco e quelli fra le quinte e fra le diverse vicende personali del cast; troviamo così una miscela di dramma e comicità, quotidiano e surreale che danno vita ad un film emozionante e che rapisce e che nei numeri musicali esprime il suo meglio.

Voto personale: 7,5
Categorie: Film
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icon date 19:10:05 | icon author Andrea Veggiani
24 settembre 2006
Ma porca miseria ...

Mi sto abituando a registrare la TV con il mio PC nuovo con Media Center, tutto bello tranne che nelle ultime settimane i palinsesti variano con cadenza praticamente quotidiana .... così mi capita che chiedo di registrare Invasion e quello mi registra un film ... stasera avevo già programmato la registrazione di Dr House e, ta dà, invece viene trasmesso O.C. perchè il caro dottore è stato licenziato dalla domenica sera perchè ha troppo successo!.

Peccato che l'aggiornamento della guida TV di Media Center non sia così tempestivo e questo comporta una quasi totale perdita di utilità da parte del servizio; ma al di là dei miei disagi di registrazione viene veramente da chiedersi come mai ci si stupisca del calo degli spettatori sulla TV tradizionale.

Se lo spettatore viene trattato così vorrei vedere, uno che non voglia vedere reality (anche l'Isola dei Famosi quest'anno mi pare sottotono) praticamente si deve sparare ... I telefilm invece che far parte di una strategia precisa vengono usati come tappabuchi ed i film ormai sono stati tutti riciclati almeno un paio di volte ...

Che palle davvero, l'unica alternativa pare essere SKY peccato che il canale di telefilm (l'unico che mi interesserebbe) non sia accessibile tramite Fastweb ma solo con la parabola ed io non ho voglia di installare pure quella.

Fortuna che non passerà molto per avere la possibiltà di acquistare via Internet anche gli episodi delle serie televisive.
Categorie: TV
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icon date 17:55:00 | icon author Andrea Veggiani
20 settembre 2006
Bello, non amo particolarmente Spike Lee ma questo film mi è piaciuto davvero.

Si tratta di un thriller sui generis (nonostante il casino niente sangue e niente delitti) e ben congegnato dove i ruoli fra buoni e cattivi si sfumano in fretta, molto in fretta, e dove si gioca tutto nei dialoghi e nei rapporti fra i personaggi che popolano il film.

Troviamo allora Cliwe Owen (sempre bravo) che interpreta il rapinatore che, con la sua banda, organizza il colpo perfetto ai danni di una banca di New York, Denzel Washington che interpreta il negoziatore, quella figura tutta americana che viene incaricata di parlare con chi prende ostaggi, Jodie Foster (qui un pò sprecata, a dire il vero) che impersona una figura ambigua e di potere in grado di risolvere problemi e rendere servigi ai potenti senza pubblicità e Christopher Plummer nei panni del banchiere rapito.

Attorno a questi personaggi si snoda la vicenda che porta lo spettatore a scoprire piano piano i diversi livelli sui quali si gioca la partita della rapina fino alla reale motivazione della stessa. Nessuno si salva dai sotterfugi e dalla ricerca del tornaconto personale che, anzi, è l'unica molla che spinge ad agire i vari protagonisti.

Dialoghi davvero ben fatti (e spesso divertenti come nel caso della conversazione fra il rapinatore ed il bambino che gioca con la sua PSP) ed una fotografia essenziale sono il punto di forza della pellicola che, senza tanti fronzoli, ci regala due ore appassionanti (ed in questo caso due ore davvero non sono troppe).

Voto personale: 7
Categorie: Film
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icon date 00:57:32 | icon author Andrea Veggiani
19 settembre 2006
Siamo alle solite, un film pretenzioso e, secondo me, non riuscito che si regge praticamente solo sulle spalle del talento di Al Pacino. Non siamo ai livelli della 'Regola del sospetto' ma poco ci manca.

La trama vede come protagonista Brandon (Matthew McConaughey sempre più palestrato), quaterback la cui carriera viene stroncata da un'incidente alla gamba, che si ricicla a fare pronostici per le scommesse sportive con discreto successo. Il suo futuro però cambierà grazie a Walter Abrams (Al Pacino sempre bravo) che lo porterà a New York ed eleverà all'ennesima potenza il talento (?) del ragazzo nell'imbroccare i risultati.

Gran parte del film è dedicata all'ascesa di Brandon ed al suo rapporto di amicizia con Walter (e sua moglie, una scialba Rene Russo) anche se la maggior parte dello spazio è occupata da Al Pacino che si riserva un paio di scene davvero splendide (il dialogo all'uscita del ristorante quando Brandon scopre che Walter gli filtra le telefonate è la migliore).

Per il resto tutto già visto, il rapporto tipo padre/figlio che si instaura, il venire meno della fiducia l'uno nell'altro, il tentativo di redenzione e così via; ma la vera cosa imperdonabile è il finale.

Sarò fissato ma un film del genere non PUO' finire bene (anche se dopo aver visto che l'unica soddisfazione di un tizio che perde 30 milioni di dollari è quella di pisciare in faccia al responsabile qualche sospetto sull'eccessivo 'buonismo' del film comincia a venire) ed invece ci viene propinato qualcosa che assomiglia davvero ad un lieto fine ed il sorriso di Brandon all'aeroporto è un qualcosa di alieno tanto che viene da pensare 'ma che cazzo hai da ridere dopo tutto il casino che hai combinato' ...

La sufficienza il film la prende solo per Al Pacino, ho un debole per lui e anche qui fa la sua bella (anche se sprecata) figura.

Voto personale: 6
Categorie: Film
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icon date 23:38:11 | icon author Andrea Veggiani
13 settembre 2006
Il 23 settembre rilascerò l'ultima beta della nuova versione di AVBlog;

all'indirizzo:

http://blogs.avblog.org/avblog15beta3demo/index.cfm

è possibile vedere  un'installazione demo della nuova beta; fra le altre cose ho creato una nuova console di amministrazione (utilizzando DOJO) che ora è quindi utilizzabile su qualunque installazione di AVBLog.

L'utilizzo di Dojo ha anche permesso di migliorare il form che gestisce inserimento e modifica post (è ora anche possibile inserire categorie direttamente dentro al form) e di gestire la validazione delle imaggini captcha direttamente nel form di inserimento del commento.

Altre modifiche riguardano l'inserimento di un plugin per Flickr (basato sulle sue API); la possibilità di visualizzare slideshow di foto del plugin del photoblog usando Dojo e la possibilità di modificare le gallerie create con il photoblog.
Categorie: AVBlog
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icon date 19:04:59 | icon author Andrea Veggiani
12 settembre 2006
Con un cambiamento di fronte degno di alcuni ex DC il prode Tronchetti Provera ha deciso che la converfenza fisso-mobile non è più una priorità strategica per Telecom e che, anzi, probabilmente la divisione mobile sarà venduta.

Così forse si stanno consumango gli ultimi atti di quell'incredibile vicenda che dalla privatizzazione in poi ha visto Telecom essere preda di imprenditori che non sono stati capaci di gestirla al meglio ma che hanno solo saputo comprarla facendo leva sul debito di Telecom stessa e portandola ad un indebitamento record di oltre 40 miliardi di euro.

Il valore di borsa si è dimezzato in poco tempo e Tronchetti non ha saputo fare di meglio che escogitare questa nuova ristrutturazione finanziaria (con grande gioia delle banche che da queste cose guadagnano cifre enormi) per cercare di evitare l'enorme svalutazione cui sarebbero soggette le partecipazioni di Pirelli in Olimpia e di Olimpia in Telecom a fine anno.

In pratica è arrivato al capolinea e visto che la convergenza fisso-mobile non ha dato il risultato sperato in borsa (dal punto di vista industriale in un anno più di tanto che potevano fare?)  in tempi brevi allora ha deciso di imboccare la strada della 'media company'.

Io so solo che prorpio nei giorni scorsi Vodafone ha annunciato di avere intenzione di investire nella rete fissa e di volere entrare nel mercato della banda larga; a questo punto allora le ipotesi sono due:

  • O Telecom è così avanti che dopo avere capito prima di tutti che il futuro era la convergenza ha anche capito prima di tutti che non era vero
  • Oppure semplicemente si è trovata la scusa migliore per poter vendere il pezzo pregiato dell'azienda con la scusa che non è più strategico.
Fa ancora più rabbia il fatto che parte della colpa sia pure stata data all'authority che avrebbe sistematicamente bocciato le offerte che l'incumbent avrebbe voluto lanciare come risultato delle sinergie fisso-mobile.

Magari alla fine ha ragione Tronchetti; io ho solo sotto agli occhi il depauperamento di quello che una volta era patrimonio pubblico e la concreta possibilità che a causa dell'inettitudine dei diversi personaggi che si sono occupati di Telecom in questi anni ci si veda costretti a vendere all'estero una delle poche aziende in Italia di dimensioni internazionali operante in campi ad alta tecnologia.
Categorie: Politica , Varie
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icon date 19:39:22 | icon author Andrea Veggiani
11 settembre 2006
Davvero bellissimo, dopo avere visto una serie di film mediocri salta fuori questo mezzo capolavoro di Fernando Meirelles (del quale non ho ancora vistoThe  City of God) e davvero rimango affascinato.

Una fotografia eccezionale è la vera protagonista della pellicola; una fotografia in grado di restituirci l'Africa come non l'abbiamo mai vista, senza pudori nè filtri, con i suoi miseri ospedali e le sue misere baraccopoli ma anche con i suoi incredibili e struggenti paesaggi.

A me in diversi punti è venuto in mente Il Paziente Inglese, non solo perchè il protagonista è sempre lo stesso (uno straordinario, come quasi sempre, Ralph Fiennes) ma anche per l'uso della fotografia che permette di rendere con ambientazioni e colori stati d'animo e situazioni; ma dove il film di Minghella (che pure mi è piaciuto) falliva nell'eccessiva lunghezza e pesantezza questo La cospirazione, invece, non sbaglia.

La storia può essere vista su un piano come un intrigo internazionale e come l'ennesima denuncia delle deviazioni e dei pericoli che il sistema capitalistico porta con sè (con l'aggravante, rispetto a film come Syriana, di parlare di case farmaceutiche e sperimentazioni selvagge) e sull'altro come una struggente storia d'amore che, paradossalmente, viene vissuta dal protagonista in maniera totalizzante solamente dopo la morte dell'amata.

Non è melenso, non è pesante e quando sembra scivolare lentamente nel solito ed intricato intrigo fatto di molteplici personaggi recupera subito grazie alla figura del protagonista che ha come unico scopo non tanto quello di sbrogliare la matassa legata all'assassinio della moglie quanto quello di recuperare l'immagine e l'integrità della moglie che quell'efferato evento sembrano avere incrinato.

Il finale poi è tanto commovente quanto corretto e se il colpo ad effetto in chiesa poteva essere evitato (fare una copia e spedirla ai giornali no?) il resto è davvero bellissimo.

Bella anche la colonna sonora che in alcuni momenti accompagna le immagini in sequenze brevi ma da mozzare il fiato.

Voto personale: 8
Categorie: Film
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icon date 00:10:16 | icon author Andrea Veggiani
6 settembre 2006
Sembra che anche in Italia attorno a Flex2 l'interesse sia in aumento. Mi scrive infatti Marco Casario, un amico ed un esperto in Flex (oltre che di mille altre cose, il suo blog è una miniera di informazioni), che mi avvisa di un nuovo sito in Italiano dedicato a Flex2:

http://www.augitaly.com/flexgala/index.php

Data la mancanza cronica di contenuti in Italiano per i prodotti server di Adobe, è sicuramente da appoggiare un'iniziativa come questa e soprattutto sperare che possa servire ad ampliare la base di utenti del nuovo Flex.

Il sito è ben organizzato e presenta già diversi contenuti interessanti, da video tutorial a codice già pronto per l'uso oltre ad un forum ed ad una parte riservata nella quale potere memorizzare news ed articoli del sito giudicati più interessante.

In bocca al lupo a Marco ed a FlexGala.com, spero di poter dare anche il mio contributo prima o poi.
Categorie: Adobe , Flex
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icon date 14:45:58 | icon author Andrea Veggiani
5 settembre 2006
Sono ancora indeciso sul voto da dare a questo film; sono in bilico fra il giudicarlo niente più che una furba operazione decisa ad accalappiare pubblico grazie ad una robusta operazione 'nostalgia' ed un omaggio divertito e scanzonato (e ragionato) agli anni '80 ed a quello che hanno rappresentato per i trentenni (e quarantenni) di oggi.

Certo faccio parte del target di riferimento di questo film e devo dire che non si può rimanere insensibili a certe scene (il ballo sulle note di Wild Boys dei Duran Duran) nè, soprattutto, a certe canzoni che, nel bene  e nel male (spesso nel male purtroppo :) ) hanno fatto la storia di quegli anni.

Il film è ambientato nel 1989 e precisamente nel perodo subito prima degli esami di maturità e vede come protagonisti un gruppo di amici che devono sostenere l'esame. Si intrecciano le vite di questi ragazzi e non ci viene risparmiato nulla, conflitto generazionale con i genitori e con i professori, la ragazza che rimane incinta, le corna e l'amore. Per fortuna, però, ad impreziosire il tutto interviene la figura del professore carogna (splendidamente interpretato da Giorgio Faletti) che ha il merito di dare alla storia un pizzico di non politicamente corretto e che dà vita alle scene più gustose del film.

Altro punto a favore è la mancanza di un lieto fine forzato, non succede nulla di tragico ma l'amore non trionfa ed il professore non si smentisce, cioè quello che succede quasi sempre nella realtà.

Mentre scrivevo queste righe mi sono reso conto che il film alla fine mi è piaciuto e lo aggiungo al discreto numero di film italiani che nell'ultimo periodo ho visto e che stanno contribuendo ad abbattere il mio pregiudizio nei confronti del cinema italiano.

Voto personale: 6,5
Categorie: Film
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icon date 00:12:17 | icon author Andrea Veggiani
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