Mi sono piaciuti molto sia
About a boy che
In a good company, per non parlare di
American Pie, ed avevo letto grandi cose di questo American Dreamz (tutte pellicole di
Paul Weitz).
Bhè sono rimasto un pò deluso; non ci si diverte così tanto come mi aspettavo e come alcune recensioni lette mi avevano fatto credere. Si tratta di un film satirico che prende in giro il mondo della televisione oggi dominato dai Reality ed in generale l'importanza fondamentale che al giorno d'oggi rappresenta l'apparire.
Il titolo del film è anche il nome della trasmissione che si occupa di lanciare nel firmamento della televisione perfetti sconosciuti dotai non tanto di talento quanto di arrivismo. Troviamo così la ragazzina di paese che pur di diventare famosa passa davanti a tutto ed a tutti, il terrorista iracheno che vuole vendicare la madre uccisa dalle bombe americane a Bagdad ma che nello stesso tempo ama i musical, l'ebreo che viene assunto nel cast solo per 'convenienza' visto che c'è l'arabo.
Ma vediamo anche il presidente degli Stati Uniti (
Dennis Quaid) che, appena rieletto, è in piena crisi depressiva perchè non sopporta più di sentirsi un pupazzo nelle mani del suo consigliere (
Willem Dafoe) ed il conduttore del programma (
Hugh Grant sempre più a suo agio nei ruoli del cinico) che dirige pubblico e partecipanti e crea uno spettacolo che ha il 90% di share.
La prima parte del fiml ci fa conoscere i 3 partecipanti sui quali la vicenda si concentra, non si ride tanto e certe situazioni non paiono nemmeno tanto strampalate (anche l'allenamento nel campo terrorista lascia un pò indifferenti) e si comincia così a temere per la sorte della pellicola.
Quando però il concorso comincia il tutto comincia ad ingranare meglio e l'intreccio dei personaggi ravviva il tutto e dà finalmente vita a diversi dialoghi e situazioni graffianti quanto basta. La parte finale parte decisamente bene e si rimane per un pò nell'incertezza che il film non spinga del tutto l'acceleratore sul politicamente scorretto come si vorrebbe quando il concorrente iracheno viene colto da un attacco di 'buonismo'. Fortunatamente, però, interviene un ragazzo fidanzato di una delle partecipanti al concorso a risolvere brillantemene (è la parola giusta) la situazione ed a regalarci il finale caustico che il film merita.
Voto personale: 6.5