Bellissimo.
Non ci sono altre parole, Woody Allen cambia registro e ci regala uno splendido film che non è una commedia e che non lo vede fra gli attori principali e si 'accontenta' solo di dirigerlo.
La fortuna, l'egoismo, il cinismo e l'ipocrisia sono i temi principali di questo film dove non esiste nessun messaggio positivo nè vi sono finali salvifici; viene solo impietosamente fotografato un modo di vivere e di ragionare figlio della società di oggi dove sull'altare dell'apparire vengono sacrificati amore, felicità e la vita stessa.
Non si ride in questo film, si assiste alla scalata sociale dello spegiudicato Chris Wilton (un Jonathan Rhys-Meyers davvero in forma) che, modesto giocatore di tennis che insegna in un club per ricchi, non esita ad intessere amicizie e matrimonio nell'alta società per elevarsi socialmente ma che contemporaneamente non resiste al richiamo della carne e dei sensi (si può parlare del vero amore?) impersonificato da una sempre più bella e brava Scarlett Johansson.
Ma prima o poi i nodi vengono al pettine ed il protagonista farà di tutto per difendere posizione e privilegi acquisiti e sarà qui che la fortuna giocherà un ruolo fondamentale e che giusticherà solo parzialmente il detto 'la fortuna aiuta gli audaci' perchè in questo caso oltre all'audacia la Dea Bendata bacerà anche l'ingiustizia.
Il cinismo è profuso a piene mani ed i dialoghi sono sempre pungenti e mai banali, ma non ci sono battute nè umorismo, solo un unico e continuo crescendo di bugie e mistificazioni del protagonista che difende con i denti e con le unghie il proprio nuovo status sociale.
Fotografia essenziale e colonna sonora minimalista fanno da cornice a questo bel film che ci premia pure con un finale decisamente all'altezza di tutto il resto; gli si può forse rimproverare una lunghezza eccessiva ed alcuni momenti di lentezza che però aiutano ad instillare nello spettatore quella sensazione di tragedia imminente che aleggia per tutta la pellicola.
Voto personale: 8
Non ci sono altre parole, Woody Allen cambia registro e ci regala uno splendido film che non è una commedia e che non lo vede fra gli attori principali e si 'accontenta' solo di dirigerlo.
La fortuna, l'egoismo, il cinismo e l'ipocrisia sono i temi principali di questo film dove non esiste nessun messaggio positivo nè vi sono finali salvifici; viene solo impietosamente fotografato un modo di vivere e di ragionare figlio della società di oggi dove sull'altare dell'apparire vengono sacrificati amore, felicità e la vita stessa.
Non si ride in questo film, si assiste alla scalata sociale dello spegiudicato Chris Wilton (un Jonathan Rhys-Meyers davvero in forma) che, modesto giocatore di tennis che insegna in un club per ricchi, non esita ad intessere amicizie e matrimonio nell'alta società per elevarsi socialmente ma che contemporaneamente non resiste al richiamo della carne e dei sensi (si può parlare del vero amore?) impersonificato da una sempre più bella e brava Scarlett Johansson.
Ma prima o poi i nodi vengono al pettine ed il protagonista farà di tutto per difendere posizione e privilegi acquisiti e sarà qui che la fortuna giocherà un ruolo fondamentale e che giusticherà solo parzialmente il detto 'la fortuna aiuta gli audaci' perchè in questo caso oltre all'audacia la Dea Bendata bacerà anche l'ingiustizia.
Il cinismo è profuso a piene mani ed i dialoghi sono sempre pungenti e mai banali, ma non ci sono battute nè umorismo, solo un unico e continuo crescendo di bugie e mistificazioni del protagonista che difende con i denti e con le unghie il proprio nuovo status sociale.
Fotografia essenziale e colonna sonora minimalista fanno da cornice a questo bel film che ci premia pure con un finale decisamente all'altezza di tutto il resto; gli si può forse rimproverare una lunghezza eccessiva ed alcuni momenti di lentezza che però aiutano ad instillare nello spettatore quella sensazione di tragedia imminente che aleggia per tutta la pellicola.
Voto personale: 8
Categorie:
Film












