I miei preferiti: American Beauty (film), Terrence Malick (regista), Gene Hackman (attore), Scarlett Johansson (attrice), Dolores Claiborne (libro), Stephen King (scrittore), All night long (canzone), Alanis Morissette (cantante), Start Trek (telefilm), Isola dei famosi (reality)
30 giugno 2006
Brutto brutto; sulla carta regista (il John Madden di Shakespeare in Love) e cast sembravano ottimi; recitano infatti Antony Hopkins, Gwynet Paltrow e Jake Gyllenhaal rispettivamente nelle parti dell'anziano padre pazzo (e defunto), della inconsolabile figlia e del bravo ragazzo.

Il padre era un matematico geniale e famoso, piombato nella pazzia ed accudito dalla giovane figlia che pare avere ereditato dal genitore parte del genio ma forse anche parte della pazzia.

La storia si dipana così lenta e senza colpi di scena e narra l'emancipazione della ragazza dall'ombra dell'ingombrante padre lasciandone però sempre il dubbio sull'effettiva sanità mentale.

Hopkins è sprecato, la Paltrow sembra lontana anni luce dai fasti di qualche anno fa e nelle parti di una ragazza dimessa è proprio brutta; Gyllenhaal invece proprio non lo vedo a fare il bravo ragazzo, oramai il suo volto è scolpito nella mia memoria come Donnie Darko (ben altro film e ben altra prova di attore).

Voto personale 4,5
Categorie: Film
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icon date 23:17:11 | icon author Andrea Veggiani
29 giugno 2006
Che roba.

Ho noleggiato questo film solo perchè era praticamente rimasto solo questo che non avevo visto (a parte una nutrita schiera di Horror di serie B che guarderò più avanti) e non mi aspettavo gran che.

Poi ho visto che il regista era Marc Foster, quello di Monster's Ball e di Finding Neverland, ed ho cominciato a sperare. Se vi siete confusi con Memento e/o con Vanilla Sky, allora preparatevi ad un altro bello sforzo; questo Stay non ha nulla da invidiare ai titoli citati in quanto a cripticità della trama ed a complessità dei passaggi.

Permane un senso di struggente tristezza per tutto il film ed una splendida colonna sonora (insieme ad un'ottima fotografia) aiutano a creare un'atmosfera che pian piano cresce di livello fino allo splendido finale.

La storia è quella di Sam Foster, un bravissimo Ewan McGregor, uno psichiatra di New York che prende in cura uno strano paziente, Henry (un altrettanto bravo Ryan Goslling), il quale accusa sintomi di instabilità mentale, sente voci e si vuole suicidare alla mezzanotte del sabato successivo, dopo tre giorni.

La trama svela il tentativo di Sam di salvare la vita di Henry; nel frattempo scopriamo altri personaggi che popolano il film come Lila (Naomi Watts meno ingessata che in King Kong), la ragazza di Sam, AAlina, la presunta ragazza di Henry ed i suoi genitori.

Il problema è che con il passare dei minuti si comincia a fare fatica nel capire cosa sia realtà e cosa immaginazione e la confusione continua a crescere fino al punto da temere un finale assurdo e sbrigativo fatto con il chiaro intento di confondere lo spettatore.

Ma lo sceneggiatore non ha deluso e così il finale diventa il momento più emozionante ed intenso del film non tanto per come spiega i fatti quanto per il fatto in sè. Non si può non commuoversi per la storia di Henry e nemmeno non rimanere qualche minuto a pensare mentre scorrono i titoli di coda con il sottofondo della bellissima musica del film.

Per certi aspettie e situazioni ma, soprattutto, per le emozioni che mi ha provocato mi ha ricordato American Beauty e, visto che quest'ultimo è il mio film preferito, si tratta di un gran bel complimento.

Voto personale: 7,5
Categorie: Film
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icon date 23:50:58 | icon author Andrea Veggiani
27 giugno 2006
Repubblica del 24 giugno: 10 pagine

Repubblica del 25 giugno: 9 pagine

Repubblica del 26 giugno: 10 pagine

Repubblica del 27 giugno: 11 pagine

E si continua (e almeno in prima pagina viene dedicato poco spazio al mondiale).
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icon date 19:52:35 | icon author Andrea Veggiani
26 giugno 2006
Vado in dettagliio:

Repubblica del 23 giugno: 12 pagine

Repubblica del 22 giugno: 10 pagine

Repubblica del 21 giugno: 10 pagine
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icon date 17:31:11 | icon author Andrea Veggiani
si profila netta ed incontrovertibile la vittoria dei NO al referendum.

Sono contento davvero e sono curioso di assistere a quanto succederà nel centro destra dopo questo risultato.
Categorie: Politica
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icon date 17:25:17 | icon author Andrea Veggiani
24 giugno 2006
Sono un pò allergico al cinema italiano ma ho un debole per Carlo Verdone, lo considero uno dei migliori attori italiani ed alcuni suoi film sono per me autentici capolavori.

Non è il caso di questo 'Il mio miglior nemico' anche se comunque mi è piaciuto abbastanza. Verdone interpreta Achille De Bellis, un arricchito e nevrotico manager che gestisce uno degli alberghi della catena di proprietà della moglie, che un bel giorno licenzia una cameriera colpevole, a suo dire, di avere rubato un computer dalla stanza di un cliente.

Il gesto però non sarà apprezzato dal figlio della signora, un Silvio Muccino bravo ed intenso (anche se non riesce a dare al suo personaggio la dose di cattiveria necessaria nell'inizio del film), che così decide di rovinare la vita del buon Achille.

C'è anche la storia d'amore (che contribuirà a complicare ulteriormente la trama) ma la pellicola si basa comunque interamente sulla coppia Muccino / Verdone che si rivela assai affiatata ed i dialoghi fra i due regalano alcuni fra i momenti migliori del film (la chiacchierata nel letto dell'albergo e la 'rivelazione' alla festa di anniversario). Ci si diverte anche se, come in tutta la recente filmografia di Verdone, spesso in modo amaro e disincantato. Ci sono anche momenti drammatici che però funzionano meno in quanto non sono resi con la dovuta delicatezza e non ne viene approfondito l'effetto sui personaggi.

Una menzione per la colonna sonora, davvero bella, e per il fatto che il sito ufficiale del film non esiste più; il dominio ilmiomigliornemico.it è addirittura scaduto; onestamente non mi pare affatto un bell'esempio e probabilmente questo denota il provincialismo che affligge ancora il nostro cinema per quanto riguarda l'utilizzo della rete.

Voto personale: 6,5
Categorie: Film
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icon date 01:05:58 | icon author Andrea Veggiani
23 giugno 2006
Ultimamente se per l'horror il momento è felice lo stesso non si può certo dire per la fantascienza. Nonostante il successo Televisivo di serial quali Lost, Invasion, Battlestar Galactica e diversi altri, sul grande schermo di storie di fantascienza come si deve è un pezzo che non se ne vedono (ed il flop di The Island dell'anno scorso di sicuro non ha aiutato).

Ci si deve così accontentare di quello che passa il convento, fatto per la maggior parte di filmacci prodotti direttamente per l'home video che, però, quasi sempre non posseggono quella dose di autoironia che permette di apprezzarli comunque, cosa che invece avviene per molta produzione horror.

Ad ogni modo questo Serenity non lo volevo nemmeno vedere fino a quando ne ho letto un gran bene su Hot Dog; mi fido molto di questa rivista e così ho deciso di verificare di persona ed alla fine, invece, sono rimasto deluso.

Il film è curato, gli effetti speciali pure, la trama stessa non è male, peccato però che sia stata infarcita da tutti i luoghi comuni e le situazioni tipiche della fantascienza; dalle battaglie di astronavi alla navetta scassata all'eroe tutto d'un pezzo ai cattivi mutanti ai poteri mentali ai pianeti morti agli atterraggi di fortuna al cattivo che si redime al tipo che muore infilzato (tutto volutamente senza virgole, mancano solo i pomodori assassini ed un tizio che scopre di essere il figlio del cattivone).

Non ho guardato l'orologio, e questo è positivo, ma sto scrivendo queste righe appena dopo un'ora dalla visione del film e già faccio fatica a ricordarmi alcune cose; in conclusione vale un noleggio solo se vi piace spasmodicamente la fantascienza.

Voto personale: 5
Categorie: Film
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icon date 00:34:46 | icon author Andrea Veggiani
22 giugno 2006
Ho una passione viscerale per i film di orrore (anche per quelli splatter e di serie B) ma fra questi ho sempre evitato con cura di guardare film dove il diavolo viene coinvolto, per esempio non ho mai visto l'Esorcista, perchè l'argomento mi turba.

Detto questo mi sono convinto a guardare questo film dopo avere letto recensioni positive e rassicurato dalla prevalenza nella trama del processo che viene fatto al sacerdote piuttosto che all'esorcismo in sè.

Certo la pellicola non manca di momenti di tensione che però mai vengono scatenati dall'utilizzo di effettacci efferati, la stessa indemoniata Emily Rose, che pure soccombe al demonio, non è mai mostrata come un mostro.

La storia è quella di un sacerdote che, chiamato dalla famiglia di Emily dopo che quest'ultima è stata colpita da una misteriosa malattia, verifica l'avvenuto possedimento della ragazza da parte di diversi demoni e decide di tentare l'esorcismo; tale rito non avrà successo e la ragazza morirà.

Da qui parte il film che vede il processo al sacerdote accusato di omicidio colposo per aver consigliato ad Emily di non prendere più medicinali da lui giudicati inutili per il suo stato; non sono male le sequenze in cui si vedono contrapposte scienza e religione le cui ragioni vengono adottate, rispettivamente, dall'accusa e dalla difesa.

Certo l'argomento è delicato e si rischia spesso il ridicolo (la testimonianza della prima esperta a favore della difesa è francamente imbarazzante) ma il tutto scorre via abbastanza liscio e pian piano svela i dettagli di quel rito andato a finire così malamente fino a spiegare la ragione di questo epilogo.

Ho visto il film di notte, è finito alle 2.45 e, fortunamente, sono riuscito ad addormentarmi qualche minuto prima delle 3.00.

Voto personale: 6
Categorie: Film
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icon date 23:14:32 | icon author Andrea Veggiani
Evidentemente proprio non mi sopporta; mi continua ad etichettare 'comunista' anche se non lo sono, mi dà del 'coglione' perchè voto a sinistra ed ora mi dice che sono 'indegno' perchè voterò NO al referendum.

Negli ultimi due casi, ovviamente, ha rimediato dicendo di essere stato frainteso e che intendeva un'altra cosa; io sinceramente non sentivo la mancanza di un altro insulto e se mai avessi avuto dei dubbi su come votare (e non li ho) di sicuro questo fatto li avrebbe fugati.
Categorie: Politica
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icon date 22:07:04 | icon author Andrea Veggiani
20 giugno 2006
Fra domenica, lunedì ed oggi, 34 pagine perse ...
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icon date 19:58:16 | icon author Andrea Veggiani
Tutti i film di Ang Lee, ovviamente dal mio punto di vista, sono contraddistinti da una lentezza che, lungi dall'essere una cosa negativa in assoluto (vedi La sottile linea rossa di Terrence Malick), spesso ne rovina il piacere della visione.

Non mi sono piaciuti La tigre ed il Dragone (l'unico film durante il quale mi sono addormentato) ed Hulk mentre ho apprezzato molto La Tempesta di Ghiaccio e questo I segreti di BrokeBack Mountain mi ha lasciato interdetto.

Vincitore del Festival di Venezia, di quattro Golden Globe e candidato all'Oscar, I Segreti di BrokeBack Mountain si presenta con un curriculum di tutto rispetto e narra la storia d'amore fra Ennis e Jack, due cowboy splendidamente interpretati da Heath Ledger e Jake Gyllenhaal, ambientata negli anni '60.

I due si conoscono ed innamorano a BrokeBack Mountain, un posto isolato dal mondo, aspro e selvaggio, dove custodiscono per conto del loro datore di lavoro un gregge di pecore. La loro vita non sarà facile, entrambi si sposeranno ed avranno figli (bravissima Anna Faris che interpreta la moglie di Ennis) e si vedranno poche volte l'anno sempre a BrokeBack Mountain, unico momento in cui potranno essere loro stessi.

La difficoltà di accettarsi e di farsi accettare (Ennis non riuscirà a risolvere la cosa) è il tema dominante del film insieme all'ipocrisia che tutto cerca di coprire (la telefonata finale fra Ennis e la moglie di Jack è da antologia). Il film è girato con stile asciutto e freddo e la splendida fotografia e la bella colonna sonora sicuramente aiutano a creare quell'atmosfera triste e quella sensazione di tragedia imminente che permane per gran parte della pellicola e che sfocia nel bel finale (ma quanto tempo per arrivarci ...).

Così anche per questo film alla fine il problema è la durata, due ore e quattordici minuti sono veramente troppi, e se questa volta non mi sono addormentato ho comunque guardato l'orologio almeno un paio di volte e dal mio punto di vista questo non è mai un buon segno.

Voto personale 6,5
Categorie: Film
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icon date 19:23:27 | icon author Andrea Veggiani
19 giugno 2006
Ci siamo, il dado è tratto.

Dopo 7 anni tornerò di nuovo a possedre un computer Desktop.

Ho deciso per un Dell Dimension 9150 ed ora sto aspettando la consegna; la scelta di Dell è derivata unicamente dal fatto che i prezzi sono competitivi ed è possibile usufruire di formule agevolate di finanziamento.

Questa la configurazione che ho acquistato:

Processore Processore Intel® Tecnologia Viiv™ -Intel® Pentium® D 930 Dual Core(3.00GHz,800MHz,2x2MB)
Sistema Operativo Windows® XP Media Center Edition 2005 autentico
Memoria Memoria bicanale 2048MB DDR2 533MHz (2x1024)
Tastiera Tastiera Dell Entry Quietkey USB - versione italiana
Scheda video Scheda video 256MB nVidia™ GeForce™ 7300LE Turbocache
Disco fisso 320GB Serial ATA RAID 0 Stripe [2x160GB 7200rpm con DataBurst™ cache]
Floppy Disk Lettore di scheda di memoria interno 13"
Mouse Mouse Dell USB con 2 pulsanti e rotellina
Dispositivi ottici Masterizzatore 16x max. DVD+/-RW
Scheda audio Audio con Dolby Digital 7.1 integrato
Microsoft Application Software Microsoft® Works 7.0 versione italiana
Garanzia Standard: 3-Year At-Home service with Accidental damage cover & E-Learning course
Sintonizzatore TV e telecomando Sintonizzatore Tv analogico integrato, carta PCI e telecomando Dell MCE


Piano piano che procederò nell'installazione scriverò sul Blog i vari passi; per il momento ho recuperato su Internet una interessante utility, Allway Sync, che sto già utilizzando per tenere sincronizzate cartelle importanti sul disco del portatile e quello esterno che già possiedo.
Categorie: Computer , Personale
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icon date 18:29:31 | icon author Andrea Veggiani
17 giugno 2006
Un commento di Jay necessita di una risposta in un post:

>>Bhè, se ad uno dà fastidio che il cielo è azzurro non vedo perchè non si possa lamentare; che poi
>> sia inutile è un'altro discorso :)
>
>Allora puoi fare a questo punto due cose:
>1) scrivi al Sig. Scanio Pecoraro per attuare le misure ecologiche affinchè il cielo assuma
>colorazioni aragosta. Vedrai che subito farà impiantare allevamenti intensivi in Romagna di
>cavallette rosa.
>2) aspetta qualche altro anno e potrai anche tu andare a fare un giro su marte, luogo in cui la
>colorazione del cielo non assume tinte azzurre, ma appunto color aragosta.
>:)

A parte che ho scarsa fiducia nei poteri del leader dei verdi non ho capito perchè proprio in Romagna :)

>>>Propongo di scrivere a Repubblica e di proporre lo scorporo di 11 pagine
>>>dal prezzo di copertina. Tali pagine dovranno essere consegnate all'edicolante che
>>> responsabilmente le immetterà nel giro del riciclo della carta.
>
>>Sottoscrivo, anche se fare semplicemente un'inserto a parte e fare pagare il giornale senza 70 >>centesimi sarebbe ancora meglio; ovvio che l'ideale sarebbe che non esistessero i mondiali,
>>ma qui è peggio che sperare che il cielo cambi colore
>
>Ottima considerazione: se non va bene per me, allora non va bene per nessuno. Complimenti :)

Ma no dai, ovvio che se una cosa non piace uno egoisticamente preferirebbe che non ci fosse, mi sembra normale. Come mi pare normale che un fenomeno come quello dei mondiali che per un mese monopolizza i media possa dare fastidio a chi non se lo fila.

>>>Oppure si accetta che ogni quattro anni per un mese circa, letteralmente
>>>miliardi di persone perdono la testa per quattro pirla che rincorrono una palla
>>>in un campo ricoperto d'erba.
>>>Questa manciata di mentecatti necessita copertura mediatica,
>>>Non mi pare sia la fine del mondo su :)
>
>>No per carità, è solo un'immane seccatura e sto contando quante pagine mi costerà :)
>
>Però è strano che non si sia fatta la conta sulle paraolimpiadi o quella manifestazione dove degli
>pseudoatleti scivolano da montagne innevate con degli strani scarponi ai piedi.

Ma che conta dovevo fare? quelle erano relegate nelle pagine dello sport che già salto a piè pari da sempre

>Io ad esempio
>detesto con tutte le mie forze *tutti* gli irreality show. Vivo felice non sapendo chi mai abbia preso
>parte al grande fratello e chi abbia rovinato l'arte partecipando a qualche trasmissione del marito di
>costanzo. Ma sono cosciente che esiste della gente che per poter smettere di guardare la trash tv
>deve ricorrere al metadone.

A me piacciono (non tutti, viva l'Isola dei Famosi) e non è che che seguo tutto quello che ci gira intorno, però non mi puoi minimamente paragonare qualsiasi fenomeno legato ai reality ai Mondiali che sono molto più ingombranti; non puoi non sbatterci contro nemmeno volendo.

>Comunque sia, la cosa realmente seccante è che su Repubblica il Sig. Gianni Mura insieme al Sig.
>Maurizio Crosetti, coadiuvati dal Direttore Vittorio Zucconi si spaccino come esperti di calcio o di
>sport in generale. Li leggo spesso e li ascolto assiduamente su repubblica radio via podcast. La
>saccenza di Gianni Mura, alimentata solo dai suoi capelli bianchi è davvero seccante. Non a caso,
>Repubblica è quella che ha dato i voti più bassi alla nazionale di Lippi. E quasi quasi per loro è
>divenuto un vezzo. Deprimenti.

Deve essere un vizio dei commentatori di Repubblica, il buon Giuseppe Turani esperto di economia e di tecnologia (sic!) di quel giornale sembra un profeta di sventura quando parla dell'Italia (anche se con la vittoria del centrosinistra qualche barlume di speranza in più traspare dai suoi scritti).

Comunque stringo i denti ed ora vado a cercarmi un bel film da noleggiare stasera, sperando che le urla dei vicini non creino troppo disturbo.
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icon date 17:05:08 | icon author Andrea Veggiani
Così ripartite:

Repubblica del 16/06: 9 pagine

Repubblica del 17/06: 9 pagine

Panorama del 16/06: 4 pagine

Un encomio al Venerdì di questa settimana che non ne parla per niente
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icon date 16:44:09 | icon author Andrea Veggiani
Devo dire che sono alquanto incazzato.

Mi piace il modo di fare di Prodi, il suo cercare di tenere un basso profilo, il suo cercare di portare l'esempio, ma porca miseria sembra che tutti gli esponenti del governo (dai ministri all'ultimo dei 102 assurdissimi sottosegretari) siano stati colti da logorroismo acuto.

Non passa giorno che qualche esponente del governo si lasci andare ad esternazioni che regolarmente scatenano scontento e che regolarmente vengono bollate dal portavoce del governo come opinioni personali e non del governo.

L'iniziativa del vertice in Umbria per cercare di costruire una squadra pare sia servita a poco; si sa che la maggioranza è varia e che le posizioni su molti temi sono parecchio differenti, c'è un programma che serve da base, ma che bisogno c'è di parlare sempre a tutti?

Certo finora non ci sono stati proclami deliranti (che continuano ad essere appannaggio della Lega sembra) ma parecchie uscite incaute sì, troppe cose dette e quasi niente di fatto; cosa serve a questa gente per capire che non ne possiamo più delle parole ma che vogliamo solo che loro lavorino duro senza fare i pavoni in giro?

Cosa ci vuole per capire che così facendo si fa il gioco dell'opposizione?

Cosa ci vuole per capire che non si ottiene nulla e si indebolisce il governo?

Da questo punto di vista se non fossi per principio per il 'NO' al referendum mi verrebbe quasi da cambiare idea, con la riforma proposta il presidente del consiglio potrebbe mandare a casa direttamente ministri e sottosegretari ...

Speriamo bene; e intanto vorrei ringraziare Berlusconi e Tremonti per l'ottimo stato dei conti pubblici che ci hanno lasciato e scrivere un bel GRAZIE al commissario europeo che un comportamento alquanto ipocrita ha avallato la finanziaria del centrodestra per poi prontamente sconfessarla subito dopo le elezioni.
Categorie: Politica
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icon date 16:35:40 | icon author Andrea Veggiani
15 giugno 2006
14 giugno 2006
Anche oggi 11 pagine sprecate ... 
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icon date 19:16:23 | icon author Andrea Veggiani
13 giugno 2006
Amo Meryl Streep e, aspettando di vederla nel nuovo Il diavolo veste Prada (il libro è piaciuto molto ad una mia cara amica), le aspettative in questo Prime non sono state deluse.

Rispetto ai trailer ed alla promozione occorre dire che il film è sì divertente, ma direi che rinchiuderlo nel genere 'commedia' non è rendergli un buon servizio. Il regista, un bravo Ben Younger, scrive e dirige una bella storia d'amore, non banale, fra un ebreo 23 enne ed una bella donna 37 enne (una splendida Uma Thurman).

Il problema è che la mamma del ragazzo è l'analista della ragazza (ovviamente l'equivoco si scoprirà solo a film inoltrato) e da questa situazione nascono una serie di incomprensioni e di situazioni divertenti e che spesso fanno pensare. La differenza di età non è la sola barriera fra i due e si scoprirà come la religione, la cultura e le radici possano incidere in un rapporto.

Il finale è degno di nota (per niente scontato nè stucchevole) e la pellicola in genere non è mai banale ed i momenti in cui compare Meryl Streep valgono da soli l'intera visione.

Voto personale: 6/7
Categorie: Film
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icon date 21:13:09 | icon author Andrea Veggiani
Come volevasi dimostrare ...e non ho ancora sfogliato Panorma.
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icon date 19:09:14 | icon author Andrea Veggiani
12 giugno 2006
Impressionante, questa sera su Italia 1 mi sono beccato l'ennesima pubblicità a favore di un servizio che ogni settimana ti invia suonerie; a parte le cretinate dei numeri Miao e Bau se leggete per bene la scritta in piccolo vedete che il costo è di 4 euro a settimana per due MMS ...

dai 16 ai 20 euro al mese per delle suonerie pure bruttine ... non ho parole; se almeno Telecom Italia facesse comparire le scritte non in bianco su sfondo chiaro ...
Categorie: Varie
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icon date 23:16:08 | icon author Andrea Veggiani
Ok, da oggi si fa sul serio; abbiamo pure vinto 2 a 0; domani 10 pagine e non in fondo non me le leva nessuno.

Per oggi ci fermiamo a 9 pagine senza pubbllicità.
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icon date 23:13:27 | icon author Andrea Veggiani
11 giugno 2006
Ieri sera si è rotto il disco fisso del portatile; su quel disco avevo parecchio materiale del quale non conservavo una copia.

Niente di veramente 'necessario' (per quanto riguarda il lavoro poi, non ho perso nulla); ma mi sono ritrovato improvvisamente con la posta degli ultimi 3 mesi (da tanto non facevo un backup ...) cancellata.

Ho allora deciso di approfittare di questa vera e propria 'opportunità' per riorganizzare tutto il mio modo di lavorare con Internet e di utilizzare la posta elettronica. Basta migliaia di mail tenute per chissà quale motivo (quando mai sono andato a cercare qualcosa nelle cose vecchie? solo una o due volte e sempre e solo sulla stessa lista); basta tenere in una cartella tutte le prove ed i download effettuati.

Non ho ancora deciso come approcciarmi, per ora l'unica cosa decisa è l'acquisto di un computer desktop da tenere in casa; per il resto vedremo.
Categorie: Personale
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icon date 23:28:04 | icon author Andrea Veggiani
10 giugno 2006
Cominciamo oggi il calvario dei mondiali sulla stampa nazionale.

Non mi piace il calcio e non sopport l'enorme spazio dato all'evento da parte dei media nazionali.

La TV la posso spegnere, la guardo poco e non è un problema; ma il quotidiano per me è sacro e dovere saltare a piè pari tante pagine proprio mi scoccia.

Così cominciamo oggi e vediamo a fine mondiali quante pagine mi hanno scippato:

Repubblica: 8 pagine
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icon date 15:12:39 | icon author Andrea Veggiani
7 giugno 2006
Hotdog è una delle migliori riviste cinematografiche in circolazione (parere personale ovviamente) e grande è stata la mia costernazione quando qualche mese fa ne era stata annunciata la sospensione della pubblicazione (pur con qualche speranza lasciata dall'editoriale).

Ieri mi sono ritrovato in mano il nuovo numero della rivista (me ne sono perso uno, il 24, che chiederò in arretrato) ed è stato come ritrovare un vecchio amico. Adoro leggere ed amo questa rivista in particolare, è divertente e si sbilancia senza paura di gridare ai quattro venti come la pensa; spesso sono in disaccordo ma questo è solo un motivo in più per leggerla.

Questa sera il viaggio di rientro verso Bologna sarà più veloce del solito, una cara vecchia amica mi terrà compagnia per un pò di tempo.
Categorie: Film , Varie
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icon date 19:20:16 | icon author Andrea Veggiani
5 giugno 2006
Si fa ormai un gran parlare di Microformat, e di Structured Blogging, due concetti alla base dell'idea di realizzare Blog e CMS che possano interoperare utilizzando qualcosa di più complesso (ma sempre comprensibile) rispetto al semplice post.

C'è chi preconizza un flop del fenomeno, io penso invece che se è vero che la maggior parte dei blog o, meglio, dei blogger, non vorrà avere a che fare con form differenti per inserire tipi di dati differenti (una cosa alla quale fino all'avvento dei blog erano abituati tutti) in realtà il concetto di avere una serie di specifiche aperte per la descrizione di alcune tipologie di contenuti (qui quelle già definite) non sia affatto una cattiva idea; e se poi anche Technorati ha deciso di partire con una ricerca ad hoc, probabilmente il fenomeno non sarà un fuoco di paglia.

Dal mio punto di vista solo due considerazioni:

  • Qualche anno fa scrissi un CMS per l'azienda per la quale lavoravo che permetteva di creare tipologie di contenuto utilizzando TAG XML (assimilabili come concetto ai moderni MicroFormat) e che costruiva un form adeguandosi alla struttura di tali tipologie; della serie stupirsi continuamente che idee anche vecchie improvvisamente e non si sa per quale motivo diventano 'moda'.
  • Terminata l'implementazione di Spry all'interno di AVBlog, se il fenomeno nel frattempo non si sarà 'spento', mi dedicherò a verificare se e come l'implementazione dei Microformat standard in AVBlog sia fattibile.
Categorie: AVBlog , Internet
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icon date 19:56:55 | icon author Andrea Veggiani
4 giugno 2006
Ennesimo adattamento del celebre ed omonimo romanzo di Jane Austen, il film si rivela fedele al libro ed efficace nel ricreare le atmosfere ed il tono.

La storia d'amore fra Elizabeth Bennet, la protagonista bene interpretata da una Keira Knightley sempre più poliedrica, e Darcy, un poco conosciuto ma bravo Matthew McFadyen, è oramai un classico ed il rischio di tirarne fuori una porcheria in questi casi è alto.

Siamo invece di fronte ad un bel film, con ottime scenografie ed interpreti e che si lascia vedere senza annoiare nè stancare; si sa già come va a finire e quali ingiustizie subiranno entrambi i protagonisti ma non si può lo stesso fare a meno di fremere per loro e solo questo significa che la pellicola, dal mio punto di vista, ha fatto centro.

Voto personale: 6/7
Categorie: Film
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icon date 15:59:06 | icon author Andrea Veggiani
3 giugno 2006
Divertente commedia diretta da Stephen Frears, narra di come una vedova ricca ed annoiata, una strepitosa Judi Dench, decida di comprare e ristrutturare un teatro e di affidarne la gestione ad un altrettanto strepitoso Bob Hoskins.

La storia è ambientata nell'inghilterra della fine degli anni '30 e si conclude in piena guerra; il teatro avrà successo sopratutto quando oserà presentare nudi femminili all'interno dei suoi spettacoli dando una scossa all'atmosfera bacchettona e puritana tipica dell'epoca (esilaranti in tal senso alcuni dialoghi fra la protagonista ed il personaggio che si occupava di censurare spettacoli ed esibizioni indecenti).

La trama in sè è esile ma si giova di due protagonisti straordinari che interpretano due personaggi che si ammirano ma che sono in perenne conflitto verbale e che danno vita a dialoghi appassionanti e divertenti. Tutta la pellicola, anche nei momenti più drammatici, è permeata da una vena di ironia e di leggerezza che ho apprezzato moltissimo.

Voto personale: 7
Categorie: Film
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icon date 09:43:05 | icon author Andrea Veggiani
2 giugno 2006
Non ho letto il libro di Arthur Golden da cui è tratta la pellicola e perciò non sono in grado di valutare la validità dell'operazione (anche se amici mi hanno detto che il libro è molto lungo e perciò penso sia lecito sospettare che elementi presenti nella storia originale siano stati rimossi).

Rob Marshall, il regista, dopo il grande Chicago ed un silenzio di due anni torna con questo adattamento che racconta la storia di Sayuri, una geisha, e del suo amore per un uomo che pare a lei irraggiungibile. Veniamo così accompagnati nel giappone degli anni '30, in un momento storico particolare che vede il paese asiatico travolto dalla modernità (e sarà la guerra a dare la spallata finale) e così pure le tradizioni secolari che stavano alla base della società di allora, e nel mondo delle Geishe, figure la cui importanza difficilmente può essere pecerpita da un occidentale, una sorta di 'accompagnatrici' (ma il termine non le rende giustizia) che costituivano una vera e propria casta il cui posizionamento sociale era decisamente elevato.

In un'orgia di colori (splendidi i costumi) ed informazioni (mille sono i dettagli sulla vita delle Geishe che vengono svelati anche se, spesso, solo appena accennati) è facile perdersi e finire per divertirsi solamente nel vedere come i protagonisti interagiscono fra di loro (molto bella la scena nell'arena dove si disputa un'incontro di Sumo) e come le convenzioni e le tradizioni costituiscano, in Giappone come ovunque nel mondo, un ostacolo quasi insormontabile per l'amore ed i sentimenti.

In definitiva si tratta di una storia d'amore (onestamente neanche tanto appassionante) che trova nell'ambientazione e nell'esasperata ricerca del particolare la sua essenza e la sua ragione d'essere e costituisce sicuramente uno stimolo alla lettura del romanzo.

Voto personale: 6,5
Categorie: Film
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icon date 23:14:05 | icon author Andrea Veggiani
1 giugno 2006
Si tratta di un'iniziativa di Adobe interessante per due motivi:

  1. Introduce il concetto del read-write Web, un modo diverso per riferirsi a quel fenomeno indefinito che oggi viene identificato come Web 2.0
  2. Da un punto di vista più pratico si propone lo scopo di rilasciare componenti ed applicazioni per Flex 2 che hanno lo scopo di rendere utilizzabili e fruibili i concetti del Web 2.0 (o del read-write Web) su Flex 2.
Al di là dei sofismi e della domanda che sorge spontanea riguardo l'effettiva necessità di dare un nuovo nome al Web 2.0 rimane comunque un sito estremamente interessante; direi quasi fondamentale per chi ha intenzione di occuparsi seriamente di Flex.

Il primo progetto rilasciato, NoteTag, è un'applicazione (qui una bella demo), che permette di inserire note e di assegnare 'task' ad utenti differenti utilizzando dei tag. L'applicazione in sè non fa gridare al miracolo, quello che conta è che come storage per le note e per i tag sono utilizzati due normali account rispettivamente a Blogger ed a Del.icio.us.

Questo implica che saranno rese disponibili librerie per interfacciarsi con questi servizi utilizzando Atom ed RSS; tanto per complicare le cose l'applicazione è realizzata con un framework per Flex, Cairngorm e siamo perciò di fronte ad un vera e propria applicazione - laboratorio da studiare ed analizzare.
Categorie: Adobe , Flex
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icon date 23:05:30 | icon author Andrea Veggiani
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