Mi ritrovo spesso a gironzolare per la rete ed a scrivere un pò il blog la sera tardi; Sandra si addormenta sul divano dopo aver visto un film ed io mi siedo davanti al computer e comincio a cercare nei blog americani news e curiosità, o semplicemente scrivo le mie impressioni sul film appena visto.
Dal 6 gennaio però le cose si sono leggermente complicate; l'arrivo di Sara ha portato una serie di stravolgimenti nella vita mia e di Sandra che per quanto attesi e desiderati richiedono indubbie capacità di adattamento.
Oggi mi ritrovo di nuovo a scrivere sul blog la notte, però lo faccio mentre sto sterilizzando un biberon ed ho la certezza assoluta che da qui alle prossime 8 ore mi sveglierò almeno un altro paio di volte.
Ma grazie a Dio Sara è buona e non ci fa dannare più di tanto per quello che riguarda il sonno, il vero problema logistico sono le poppate; una ogni 3 ore all'inizio se, come sta capitando a noi, devi anche dare un pò di latte artificiale significa giornate intere quasi esclusivamente dedicate alla nutrizione del pargolo; ora siamo passati ad una media più consona di 4/5 ore di intervallo ma il tempo che comunque viene perso nella preparazione del latte, nel pasto stesso e nel ruttino successivo è semplicemente spaventoso.
Ovviamente fai il tutto con enorme entusiasmo ma ti trovi subito a dover combattere con suggerimenti e consigli che ti vengono da tutte le parti; e attenzione che se uno si aspetta cose del genere dai parenti io non mi sarei mai aspettato sentire dalle ostetrichte dell'ospedale versioni diametralmente opposte di alcune cose.
In pratica vieni sbattuto in un mondo completamente nuovo e come capita sempre in questi frangenti prima di imparare a nuotare devi bere un pò sperando di non annegare
Così ci si rende conto di come il tempo diventa il bene più prezioso, di come sia possibile arrivare a sera e capire che non si è fatto null'altro che accudire la piccola e ci si chiede come si potrà fare in futuro.
Bhè per fortuna le cose cambiano in fretta, ci si abitua in maniera sorprendente ai nuovi ritmi, la stanchezza permane e probabilmente diverrà cronica ma pian piano si scopre che è possibile riuscire a coniugare la nuova situazione con le vecchie abitudini (non tutte, ma qualcuna ci si riesce).
Mi è capitato spesso in questi giorni di non avere il tempo di leggere il giornale e fino a poco tempo fa la cosa mi avrebbe infastidito enormemente; ora invece li accumulo su uno scaffale e gli dò un'occhiata solo quando vado in bagno (detto fra noi ho pure ridotto i tempi di permanenza in quel luogo sacro) ma questo non mi disturba; vedere Sara ieri sera sull'altalena che le hanno regalato i nostri amici è stato qualcosa di fantastico e perdere tempo a tentare di fare foto fino a che finalmente non apre gli occhi per poi scoprire che è venuta strabica è divertimento puro.
In questo momento sto finendo di scrivere queste righe mentre, Sandra sta cullando Sara che piange di brutto perchè ha fame ed ovviamente non concepisce questi ritardi nel soddisfacimento dei suoi bisogni.
Oh, finalmente il latte è pronto ...
Dal 6 gennaio però le cose si sono leggermente complicate; l'arrivo di Sara ha portato una serie di stravolgimenti nella vita mia e di Sandra che per quanto attesi e desiderati richiedono indubbie capacità di adattamento.
Oggi mi ritrovo di nuovo a scrivere sul blog la notte, però lo faccio mentre sto sterilizzando un biberon ed ho la certezza assoluta che da qui alle prossime 8 ore mi sveglierò almeno un altro paio di volte.
Ma grazie a Dio Sara è buona e non ci fa dannare più di tanto per quello che riguarda il sonno, il vero problema logistico sono le poppate; una ogni 3 ore all'inizio se, come sta capitando a noi, devi anche dare un pò di latte artificiale significa giornate intere quasi esclusivamente dedicate alla nutrizione del pargolo; ora siamo passati ad una media più consona di 4/5 ore di intervallo ma il tempo che comunque viene perso nella preparazione del latte, nel pasto stesso e nel ruttino successivo è semplicemente spaventoso.
Ovviamente fai il tutto con enorme entusiasmo ma ti trovi subito a dover combattere con suggerimenti e consigli che ti vengono da tutte le parti; e attenzione che se uno si aspetta cose del genere dai parenti io non mi sarei mai aspettato sentire dalle ostetrichte dell'ospedale versioni diametralmente opposte di alcune cose.
In pratica vieni sbattuto in un mondo completamente nuovo e come capita sempre in questi frangenti prima di imparare a nuotare devi bere un pò sperando di non annegare

Così ci si rende conto di come il tempo diventa il bene più prezioso, di come sia possibile arrivare a sera e capire che non si è fatto null'altro che accudire la piccola e ci si chiede come si potrà fare in futuro.
Bhè per fortuna le cose cambiano in fretta, ci si abitua in maniera sorprendente ai nuovi ritmi, la stanchezza permane e probabilmente diverrà cronica ma pian piano si scopre che è possibile riuscire a coniugare la nuova situazione con le vecchie abitudini (non tutte, ma qualcuna ci si riesce).
Mi è capitato spesso in questi giorni di non avere il tempo di leggere il giornale e fino a poco tempo fa la cosa mi avrebbe infastidito enormemente; ora invece li accumulo su uno scaffale e gli dò un'occhiata solo quando vado in bagno (detto fra noi ho pure ridotto i tempi di permanenza in quel luogo sacro) ma questo non mi disturba; vedere Sara ieri sera sull'altalena che le hanno regalato i nostri amici è stato qualcosa di fantastico e perdere tempo a tentare di fare foto fino a che finalmente non apre gli occhi per poi scoprire che è venuta strabica è divertimento puro.
In questo momento sto finendo di scrivere queste righe mentre, Sandra sta cullando Sara che piange di brutto perchè ha fame ed ovviamente non concepisce questi ritardi nel soddisfacimento dei suoi bisogni.
Oh, finalmente il latte è pronto ...
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