Il Dragone fa paura-In questi giorni si fa un gran parlare della recente rivalutazione del Pil Cinese che ha portato lo stato asiatico a superare l'Italia e probabilmente anche Francia, Regno Unito e Germania nella classifica delle nazioni più ricche in base al prodotto interno lordo.Mi ricorda molto quando l'Italia alla fine degli anni '80 per un pò superò il Regno Unito (allora in crisi) nella stessa classifica grazie alla rivalutazione del Pil Italiano operata dall'ISTAT per tener conto del 'sommerso' che qua da noi ha dimensioni ragguardevoli.Dal punto di vista psicologico è una cosa che colpisce ma le classifiche lasciano il tempo che trovano e si fa presto a capire come non abbia nessun senso confrontare paesi così diversi solo in base al prodotto interno lordo (come non si può considerare che la Cina ha una popolazione di 20 volte superiore a quella italiana? ).Al di là di questo quello che è certo è lo spettacolare sviluppo dell'est asiatico (a cui si aggiunge un Giappone finalmente uscito dalla crisi) che sta comportando una serie di problemi agli equlibri attuali e che in futuro non potrà che sconvolgere ancora di più il panorama economico e politico mondiale.Posto che è impossibile nè moralmente accettabile impedire che un numero sempre maggiore di persona aumenti il proprio benessere però noi occidentali sviluppati guardiamo con orrore a certi fatti che scopriamo avvenire in questi paesi. Il problema ambientale in Cina è enorme ma non di facile soluzione, facciamo presto noi ad accusarli di inquinare quando gli USA  rifiutano Kyoto e noi invece da bravi italiani lo firmiamo ma poi non lo applichiamo.Il problema poi dello sfruttamente minorile è vecchio quanto il mondo; moralmente inaccetabile pure questo ma ha sempre accompagnato la storia dell'uomo; certo ci si deve scandalizzare di fronte a certi fatti ma non ci si può sorprendere nè si può sperare che la soluzione sia semplice; solo il continuo sviluppo e l'aumento diffuso del benessere potrà ridurre queste aberrazioni così come è avvenuto da noi negli ultimi due secoli; si può solo sperare che da loro il processo sia più veloce rispetto a quanto avvenuto qua.Dal punto di vista della politica economica poi siamo ipocriti quanto mai, ci riempiamo di belle parole ma poi ci comportiamo da 'protezionisti' (in agricoltura siamo a livelli scandalosi) e addirittura in questo momento storico in qui la Cina è così forte vorremmo mettere barriere protezioniste sulle importazioni da quel paese. Capisco pienamente il ragionamento di quelli che invocano misure di contenimento però evitiamo poi di prenderci per il culo e di fare gli ipocriti quando diciamo che vogliamo aiutare i paesi poveri (da quanto tempo i paesi africani ci chiedono di abbassare le nostre misure protezionistiche in agricoltura?).